Passerei ore, sdraiato, a guardare le nuvole.
A guardare le stelle.
In certi momenti ne sento la necessità e mi stendo, qualsiasi sia il posto:
in un parco, in spiaggia, in mezzo alla strada.
L'ultima è quella che preferisco.
Di notte, verso le prime ore della giornata,
ci sono strade che poche macchine attraverseranno,
e se sono fortunato posso starmene sdraiato
sopra la linea di metà carreggiata per una mezz'oretta.
Mi fa sentire bene.
Nel momento in cui riesco a sdraiarmi già mi viene da sorridere.
Poi blocco lo sguardo nel niente.
Come se il niente in questo caso fosse un punto ben definito del cielo.
Non credo nella parola "niente". Nulla è "niente".
Ogni volta che diciamo niente è per nascondere qualcosa, Qualcosa di cui ci vergognamo.
Me ne sto decine di minuti con lo sguardo al cielo,
perso in questo niente,
e si creano valanghe di pensieri,
in quel momento riesco a fermarli per
poterli discutere con me stesso.
Un dialogo a tutti gli effetti,
fatto di domande e risposte, le quali creano altre domande.
Passerei delle ore straiato nel cielo.
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